“Partenoir”: Un viaggio sconvolgente nei meandri della Napoli sotterranea e della psiche umana

“L’ultima corsa per Pasquale Aiello. Un ultimo breve tratto, quello che da piazza Municipio porta dritto alla stazione centrale, al capolinea, e poi a casa.
A quell’ora della notte, con le strade sgombre e quasi nessuno alle fermate. È un tragitto che si percorre velocemente e anche il pesante R2 a due carrozze con snodo centrale guidato da Aiello teneva l’andatura da corsa di ogni autobus notturno napoletano che si rispetti.
C’era un solo passeggero, seduto all’inizio della vettura di coda, ben accucciato nel suo cappotto e con gli occhi socchiusi.
A fine turno era sempre la stessa storia, tutti i pensieri della giornata, la voglia di stare con sua moglie, i progetti per la domenica, la fame lasciavano il posto al desiderio prepotente di sprofondare nel sonno.
Ancora un paio di chilometri e poi via.
All’ultima fermata era salito un altro passeggero…”
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“…Filippo aveva sempre detestato i discorsi idioti di chi demonizzava la rete e ora ancor di più aveva la riprova che tutto ciò che di lercio esista sul pianeta non abita in essa ma intorno a noi, dentro di noi. Nella rete qualcosa viene semplicemente mostrato, mettendo l’uomo di fronte alla realtà. La creatività e l’ingegno che caratterizzano la specie umana si accompagnano per contropartita ai loro rami deviati, sadismo, perversione, crudeltà. L’equilibrio è salvaguardato solo dai nostri vincoli di natura morale. Ma osservare tutto questo da lontano, da spettatore esterno, è diverso che trovarcisi in mezzo…
…da un momento all’altro il quotidiano può diventare più incredibile della più macchinosa storia di fantasia e trasformarsi nel peggiore degli incubi…”
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“…girò intorno alla sedia, si fermò alle spalle di Filippo e gli prese delicatamente la testa tra i palmi delle mani. Poi, chinandosi leggermente in avanti e abbassando il tono di voce, riprese: “ Abbandoni ogni tabù, esca da ogni schema. Ragioni solo con i sensi, si renda libero. Immagini di essere uno dei miei ospiti. Io sono qui per lei, tutto qui è a sua disposizione. Si trova nel grembo della madre terra, in tutta una realtà esclusiva che esiste per assecondare tutte quelle cose che ha dentro di sé e che non oserebbe mai portare alla luce.”
Filippo stava sudando. Sentì i suoi battiti accelerare…”
Da “ Partenoir” di Alessandro Timpano
Tullio Pironti Editore
- 28 agosto 2008
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