25 morti, 10 dispersi, 728 sfollati tutti vittime del nubifragio di Messina Per sabato, giorno dei funerali, proclamato il lutto nazionale.
Tramonto- Monti Peloritani
La conta dei morti pare sia finita. Restano 10 dispersi di cui, forse, non avremo mai notizie. Il fango si è solidificato per il sole e la temperatura che ha ripreso a salire dopo quel triste giovedì sera. Difficile scavare, difficile trovare persone ancora in vita.
Si chiuderà a giorni il periodo dell’emergenza con la messa al riparo degli sfollati e si passerà alla conta dei danni, alla valutazione del rischio residuo per prevenire, parola che pesa come un macigno in questi giorni, ulteriori frane o crolli, alla ricostruzione. Encomiabile in questo lasso di tempo l’impegno di tutti, a cui si rende grazie.
Sabato la bandiera italiana e quella europea saranno esposte a mezz’asta su tutto il territorio nazionale per un “doveroso omaggio alle vittime”come comunicato da palazzo Chigi. Sabato i funerali di stato in Cattedrale, presenti le massime autorità politiche e civili.
E poi la vita riprenderà, riprenderanno anche le polemiche, il rimbalzo delle responsabilità e soprattutto la paura che queste disgrazie possano ancora ripetersi se non si provvederà a risanare tutte le zone a rischio. Solo un esempio per dare la misura del pericolo che incombe in molte zone della città.
Il 27 settembre del 1997, sul greto del torrente Annunziata perse la vita un’intera famiglia: la famiglia Carità, trascinata a mare, intrappolata in una piccola utilitaria. Da allora cosa è cambiato? Attraversare quella zona, durante un nubifragio rappresenta ancora un grosso pericolo. Quante autorità hanno perso la loro tranquillità per questo? Quali i programmi futuri per non avere altri morti?
foto proprietà di “Ildireeilfare”
- 7 ottobre 2009
Lascia un Commento