di tutto un pò...

Mike Bongiorno è morto. Tutte le prime pagine dei giornali ricordano il grande presentatore che diede alla televisione italiana, ancora in fasce, una notorietà mai raggiunta prima.

Con Mike si chiude un’epoca, si sigillano i ricordi del passato, dei favolosi anni cinquanta, quando gli italiani, seppure oppressi dai problemi del dopoguerra, riuscivano ancora a sognare. Mike li aiutava con le sue battute dall’apparenza ingenua, le sue gaffe, la sua bonomia. Con “Lascia o raddoppia” entrava nelle case, rispettoso di grandi e bambini, garbato e sorridente. La sua arte di presentatore ha fatto scuola, è stata un punto di riferimento per intere generazioni di praticanti la TV.

Sorridente fino a qualche giorno fa, si mostrava pieno di vita, allegro, sognatore e ironico. Parlava dei programmi per il futuro, della sua passione.
La passione per la tv che lo ha accompagnato tutta la vita, fino alla morte. Tra qualche giorno sarebbe dovuta cominciare la sua nuova trasmissione su Sky. I preparativi fervevano e lui si sentiva euforico, felice della nuova avventura che gli avrebbe regalato ancora l’ amicizia e la stima di tutti.

Con Mike, è morta una parte dell’Italia, quella più genuina e pulita. Quella che conosceva i sacrifici, che aveva nutrito fiducia nel futuro, che il futuro lo aveva costruito con serietà e amore. L’Italia della gente onesta che sapeva accontentarsi, dopo la guerra, di pane e cipolla e di un sorriso o di una parola buona che un bravo presentatore faceva giungere anche ai nonni e ai bambini attraverso uno strumento in bianco e nero, chiamato TV.

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