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Dopo ben 687 anni dalla morte di Dante Alighieri si litiga sul ritiro del bando di esilio!

Pubblicato da Domenica

A Firenze uno schieramento politico si è fatto promotore di una proposta per annullare il bando del 1302 e riabilitare Dante Alighieri accusato, sette secoli fa, di baratteria, frode, falsità, dolo, estorsione, proventi illeciti, ma lo schieramento opposto non ha gradito l’iniziativa e si è litigato, tanto per cambiare. Un fiorino d’oro, donato al ventesimo pronipote Pieralvise Serego Alighieri, avrebbe dovuto suggellare simbolicamente il ripristino della pace con una cerimonia a Palazzo Vecchio che non ha avuto luogo. Scoraggianti appaiono le motivazioni del dissenso, superflue le polemiche e le chiacchiere considerato il tempo trascorso e l’ oggetto del dissenso. Tra l’altro riesce davvero difficile, se non impossibile, credere che Dante, nella sua qualità di Priore, potesse assommare in sé tali misfatti. A difendere la sua memoria il nipote, un uomo schivo, che dall ’avo ha ereditato lo sguardo intenso e un portamento dignitoso e serio. In tanto bailamme non ci resta, comunque, che augurarci che il divino poeta non si adiri, altrimenti avranno di che preoccuparsi i dissidenti!

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