“Grande Fratello” centro proliferazione lacrime?

Grandi ascolti ieri sera per la trasmissione in onda su canale cinque “Grande Fratello”. 7.508.000 spettatori sono rimasti incollati davanti alla tv per seguire le vicissitudini di un gruppo di ” privilegiati” reclusi in quella casa che fa tanto parlare di sè.
Tra liti, parolacce e attesa punizione per una bestemmia in diretta, la concorrenza, che trattava delle morti bianche, argomento che, ahimè, non ha attratto i telespettatori, è stata sbaragliata, anche se anni luce, a dire di molti, separano dalla prima edizione del format, dove imperavano “gatte morte” che celavano abilmente sentimenti che oggi vengono ostentati e sviliti senza alcuna discrezione.
La cosa che colpisce chi, anche solo facendo zapping, incetta il reality è il fiume di lacrime che scorre all’interno di quel sito. C’è una sorta di gara del pianto che, nelle sue varie forme, da quello isterico, a quello di rabbia, a quello simulatore di un’ emozione, è aperta e non consente tregua.
Fa odience piangere? Pone all’attenzione ? Rende simpatia?
E allora perchè non strapparsi le vesti, non struggersi se chiama un parente, che non si incontra da qualche mese, perchè non dimostrare, piangendo, il proprio amore per la famiglia, che si rivedrà tale e quale a prima in un tempo massimo già determinato, perchè non dimostare la propria sensibilità e racimolare qualche consenso in più? Come trattenere le lacrime davanti a chi si dice orgoglioso delle gesta eroiche compiute dentro la casa?
7 milioni e mezzo di telespettatori, con buona pace di psicologi e critici tv, hanno trepidato per i loro prediletti, incuranti di una eventuale crisi depressiva che si potrebbe scatenare per la visione di tanto dolore e sofferenza…
Si spera almeno che, anche se in piccola parte, qualche sentimento vero ci sia, altrimenti saremmo davvero ridotti alla frutta.
foto da: ondazone.wordpress.com
- 26 gennaio 2010
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