Il cardinale Angelo Bagnasco affronta, con parole forti, il problema della pedofilia in seno alla Chiesa e alla società

«L’esasperazione della sessualità sganciata dal suo significato antropologico, l’edonismo a tutto campo e il relativismo che non ammette nè argini nè sussulti fanno un gran male perchè capziosi e talora insospettabilmente pervasivi».
«Conviene allora che torniamo tutti a chiamare le cose con il loro nome sempre e ovunque, a identificare il male nella sua progressiva gravità e nella molteplicità delle sue manifestazioni, per non trovarci col tempo dinanzi alla pretesa di una aberrazione rivendicata sul piano dei principi».
Con queste parole il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Cei, ha espresso il suo rammarico in seno al Consiglio episcopale permanente a Roma.
«Dobbiamo in realtà tutti interrogarci, senza più alibi, a proposito di una cultura che ai nostri giorni impera incontrastata e vezzeggiata, e che tende progressivamente a sfrangiare il tessuto connettivo dell’intera società, irridendo magari chi resiste e tenta di opporsi: l’atteggiamento cioè di chi coltiva l’assoluta autonomia dai criteri del giudizio morale e veicola come buoni e seducenti i comportamenti ritagliati anche su voglie individuali e su istinti magari sfrenati”
«Senza dubbio la pedofilia è sempre qualcosa di aberrante e, se commessa da una persona consacrata, acquista una gravità morale ancora maggiore. Per questo, insieme al profondo dolore e a un insopprimibile senso di vergogna, noi vescovi ci uniamo al Pastore universale nell’esprimere tutto il nostro rammarico e la nostra vicinanza a chi ha subìto il tradimento di un’infanzia violata» ha continuato facendo seguito alla lettera del Papa già diffusa sull’argomento pedofilia che sta creando sgomento per l’agire perverso di alcuni sacerdoti.
«Le direttive chiare e incalzanti già da anni impartite dalla Santa Sede confermano tutta la determinazione di fare verità fino ai necessari provvedimenti, una volta accertati i fatti»
Il cardinale ha poi fatto poi riferimento all’aborto, che nega la vita, invitando gli elettori cattolici a mantenere alto il valore dei temi etici nel voto delle prossime elezioni regionali.
Non ha trascurato di affrontare il tema della crisi economica, dei suoi meccanismi perversi che hanno condotto persino al suicidio alcuni imprenditori, e del pessimismo diffuso in una società che ha perso la sua forza vitale.
foto da: spazioblog…
- 22 marzo 2010
mi chiamo Fiorella sono cattolica praticante, sono una volontaria di una Associazione per anziani e portatori di handicap da oltre 15 anni, ebbene a sentire le parole del cardinal Bagnasco sono rimasta io senza parole, dice:” di non dare il voto a chi è per l’aborto e per la pillola,” effettiamente non dobbiamo dare il voto a chi è contro gli extra comunitari, a chi ruba, a chi sorride per il terremoto, a che fa leggi a personam, a chi è contro ragazzi che sessualmente hanno una diversità, a chi fa del razzismo, a chi ha istutito le rende, a chi ha mandato indietro barconi pieni di persone alla sbando, cioè al governo. Vede Cardinal Bagnasco forse era meglio che l’esternazione di ieri se la teneva per Lei, perchè posso assicurarla che l’aborto non è il problema più importante in questo momento, perchè la 1 viene utilizzata da tutti cattolici e non, ed oggi mettere al mondo figli senza nessuna prospettiva, senza lavoro per le famiglie è dura, eppoi il problema che in questo momento deve affrontare la Chiesa è la pedofilia. Mi ricordo quanto ero bambina mia madre ci lasciava alla parrocchia, mentre lei era al lavoro nei campi, oggi io ho paura a lasciare i miei nipoti all’oratorio. Quindi le chiedo di correggere l’esternazione di ieri sul voto, perchè si rischia di allontanare i giovani dalla casa del SIGNORE.