Il nuovo Pd targato Bersani si presenta al grande pubblico.

Pier Luigi Bersani ha fatto ufficialmente il suo ingresso nel padiglione 14 della nuova Fiera di Roma, nella qualità di nuovo segretario del Partito democratico. Davanti ad una grande platea ha tracciato l’identikit del “suo” Pd con un piano programmatico, contenuto in 21 pagine. Un insieme di azioni e idee vecchie e nuove da porre in essere per realizzare l’alternativa al governo di destra.
In prima fila molti volti noti. Da Luciano Violante a Ignazio Marino, da Piero Fassino ad Anna Finocchiaro, a Dario Franceschini e Rosy Bindi che ha accolto con commozione la sua nomina a Presidente. Il discorso di Bersani, dai toni pacati e pragmatici, non ha deluso ma non ha suscitato grandi entusiasmi. Tante le dichiarazioni di intenti e le parole intese a dimostrare la voglia di cambiamento e di coalizione con tutte le forze che sposano lo stesso programma. Tanti gli inviti.
«c’è bisogno di tutti e tutti devono collaborare a promuovere una nuova classe dirigente. Per questo intendo collocare nei luoghi esecutivi esponenti di una nuova generazione già sperimentata e creare attorno a loro la presenza attiva di personalità politiche che possano proteggere il cambiamento mettendo a frutto i vasti sistemi di relazione che possiamo mobilitare»
Chiaro il messaggio rivolto alle vecchie personalità politiche, che troveranno uno spazio privilegiato all’interno della coalizione, che rappresenteranno una “presenza attiva”, con il compito di monitorare le azioni di cambiamento. I più scettici, che auspicavano un rinnovamento e un salto di qualità del partito, affrancato da vecchie logiche, si sono detti delusi dalle poche novità. Resta comunque la speranza di un auspicato risveglio, prima che emuli di Francesco Rutelli abbandonino il campo per approdare verso altri lidi.
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- 8 novembre 2009















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