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In Madagascar continua la rivolta contro il Presidente Marc Ravalomanana

Pubblicato da Domenica

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La rivolta scoppiata contro il Presidente del Madagascar, Marc Ravalomanana, ha già fatto tre morti e non accenna a sedarsi.

Il futuro rimane a rischio considerato che in piazza sono scese decine di migliaia di persone che stanno distruggendo negozi, canali televisivi filo governativie, civili abitazioni. Numerosi gli incendi e i saccheggi. Il popolo, senza freni, protesta e compie atti di vandalismo prendendo di mira soprattutto le proprietà del Presidente.

Inferocito ha preso d’assalto anche le carceri per liberare ragazzi che erano stati arrestati per atti di violenza. Il Presidente ha richiesto l’intervento dei militari ma il pericolo che incombe è quello minacciato dai rivoltosi: dare fuoco alle riserve di petrolio in Madagascar.

IL sindaco della citta’, Andry Rajoelina, pare abbia invitato i manifestanti a scendere in piazza, dopo che Marc Ravalomanana aveva imposto la chiusura del canale televisivo ”Viva” di proprieta’ del sindaco, dove era stata mandata in onda un’intervista all’ex presidente Didier Ratsiraka.

In Madagascar compiono la loro missione i salesiani. Le condizioni della popolazione sono precarie per la carenza di mezzi di sostentamento, mezzi di trasporto, scuole e generi di prima necessità. Benedetto XVI ha nominato don Rosario Vella, siciliano di Canicattì, parroco della comunità salesiana di Bemaneviky, primo vescovo salesiano di Ambanja, in Madagascar.
foto da: esamultimedia.esa.int

5 Commenti to “In Madagascar continua la rivolta contro il Presidente Marc Ravalomanana”

  1. Riporto questa lettera che don Saro ha inviato ai suoi amici e che ho riportato in altra parte del sito non sapendo che c’era questa nuova pagina. Ringrazio Nica a nome di don Saro per questa opportunità. Ho anche telefonato a don Saro e mi ha assicurato che per la sua incolumità non vi sono pericoli. Spero che non si metta in testa di fare l’eroe, anche se lo ritengo capace di farlo. Speriamo bene.

    “Un po’ di notizie del «nostro » Madagascar. La situazione era da diverso tempo tesa. Da tutte le parti si notavano malcontenti. Il fatto poi che si parlava tanto di “povertà” che veniva sconfitta e di “progresso” che avanzava, faceva aumentare il malcontento.
    I Vescovi da tempo ne avevano parlato, avevano indicato delle vie di soluzione, avevano spinto al dialogo.
    Purtroppo chi aveva la responsabilità faceva orecchio da sordi.
    La conclusione è stata che nella giornata del 26 gennaio, nella capitale del Madagascar sono scoppiati episodi di violenza che hanno tenuto con il fiato sospeso la popolazione.
    Sostenitori del sindaco di Antananarivo, hanno assaltato, saccheggiato e bruciato la Radio/TV nazionale e altre proprietà del Presidente che ha una grande e robusta catena di negozi. I saccheggi e gli incendi si sono susseguiti anche durante la notte.
    Il bilancio delle vittime nella capitale è di 39. Speriamo che il numero si arresti. Molti sono stati calpestati dalla folla, un gruppo nel bruciare un magazzino, è rimasto imprigionato dalle fiamme e una ventina sono rimasti carbonizzati.
    Il discorso da politico si è subito cambiato in vandalismi, vendette e saccheggi. Fermare una folla inferocita è veramente impossibile.
    La situazione nella capitale sembra calma ma è ancora confusa. Dopo gli episodi di violenza avvenuti ad Antananarivo, la crisi si è estesa nelle province, come Mahajanga, Fianarantsoa e Tuléar. Anche la zona di Ambanja è stata toccata.
    In tutte le città tutti i grandi magazzini sono chiusi, pochi i negozi al dettaglio aperti. Saccheggiati e incendiati i centri commerciali, soprattutto quelli di proprietà del Presidente. Alcuni beni di prima necessità, come olio e farina, sono introvabili. I distributori di carburante sono ormai vuoti.
    Le notizie poi si accavallano senza riuscire a distinguere la verità dalla menzogna. Nel corso della notte si è diffusa la voce l’acqua della Jirama, la società nazionale di distribuzione elettrica e idrica, fosse stata avvelenata, ma gli accertamenti effettuati hanno garantito la potabilità.
    Il Presidente della Conferenza Episcopale, i capi delle varie Chiese, il Cardinale, i Vescovi (anch’io ho fatto una dichiarazione alla Radio…), tutti hanno lanciato un appello alla calma e al dialogo.
    Il Nunzio Apostolico – Mons. Augustin Kasujja – si è fatto promotore di una riunione degli Ambasciatori e delle Organizzazioni Internazionali che lavorano in Madagascar per spingere tutti alla pace e alla giustizia.
    Un po’ dappertutto è stato instaurato il coprifuoco fino all’alba. I militari e i responsabili dell’ordine pubblico stanno facendo del loro meglio.
    Chiediamo a tutti voi una preghiera
    Con l’affetto di sempre
    + Rosario “

  2. In Madagascar continua la rivolta contro il Presidente Marc Ravalomanana…

    La rivolta scoppiata contro il Presidente del Madagascar, Marc Ravalomanana, ha già fatto tre morti e non accenna a sedarsi.

    Il futuro rimane a rischio considerato che in piazza sono scese decine di migliaia di persone che stanno distruggendo negozi, …

  3. Da don Saro

    Carissimi tutti,
    è da diverso tempo che volevo mandare notizie, ma non mi è stato possibile e nello stesso tempo aspettavo anche qualche cambiamento nel quadro poco chiaro del Madagascar.

    Anzitutto un po’ di notizie aggiornate al 3 febbraio

    La situazione si è un po’ calmata, ma è molto critica. Pesante il bilancio del vandilismo e del saccheggio. I morti dichiarati si avvicinano ai 200. 35 sono stati sepolti in una fossa comune: morti carbonizzati e altri non reclamati dalla famiglia. Più di 20.000 persone hanno perso il posto di lavoro. Il piccolo commercio, cioè un numero molto alto di persone, è bloccato. Le scuole funzionano a singhiozzo. I trasporti sono bloccati… Il turismo è compromesso…

    Molta gente sta comprendendo che non è questa la via per risolvere i problemi. Ma i politici continuano a fare i loro giochi di potere e la Riconciliazione è ancora lontana. Questa sera il sindaco è stato destituito dai suoi poteri ed invitato a ritirarsi, ma evidentemente non lo farà…

    La Chiesa ha proclamato per l’8 febbraio un giorno di preghiera e di riflessione per ottenere la Riconciliazione e la Giustizia. Abbiamo una grande speranza: la sofferenza della gente e la loro saggezza ci farà di nuovo emergere dal baratro.

    Io avevo programmato già da tempo un viaggio in Italia (ho riunione di Vescovi a Roma e tanti altri impegni…) Nonostante la situazione spero di non doverlo annulare. Ma è ancora è tutto in aria. Io avevo già il biglietto da Nosy-be Roma (Air Italy) il 9 febbraio. Intanto – vista la crisi – il Governo Italiano e le compagnie di viaggio hanno deciso di annullare tutti i voli. Non c’è nessun aereo dall’Italia… Sto cercando qualche altra occasione, ma sono ancora incerto sul da fare…

    Un abbraccio e un saluto a tutti.

    + Rosario

  4. Ciao Francesco, ti chiedo se posso fare leggere le lettere di Don Saro agli amici di una comunità della mia città, legata da vincoli profondi a Don Saro ( sono già pubbliche, lo so, ma dammi cortesemente conferma)…grazie

  5. Le lettere che ho inviato sono come delle circolari che don Saro manda ad i suoi amici, eccetto la prima che era diretta a me.
    Il mio intento è quello di farle conoscere al maggior numero di persone possibile.
    Ho avuto il dubbio se pubblicare anche altre lettere, ma il pensiero che avrebbero potuto causare qualche difficoltà, mi ha indotto a non renderle note.
    Ho intenzione di parlarne con Saro quando verrà (speriamo, ma penso di sì). Quello che invio fai un favore a me, ma soprattutto a don Saro a renderle il più pubbliche possibile. Sono io che ringrazio te.

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