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La storia in diretta: un nero alla Casa Bianca

Pubblicato da Domenica

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Solo cinquanta anni fa, un periodo irrilevante nei susseguirsi dei secoli, ma assai importante e lungo nella storia di una nazione, nessuno avrebbe scommesso su quanto è avvenuto: l’elezione di un nero quale Presidente della Casa Bianca.

Il sogno si è avverato con grande leggerezza. Un sogno che ha dato gioia a molti uomini che hanno sofferto le ingiurie del razzismo. L’America del terzo millennio ha dato una grande prova di maturità eleggendo Barack Hussein Obama.

Superando sparuti rigurgiti, ieri ha festeggiato il neo eletto, riponendo nelle sue mani la forza di una grande nazione e la debolezza di un periodo congiunturale assai difficile.

Washington city, ieri, si è mostrata agli occhi del mondo stracolma di presenze umane e unita in un unico abbraccio con Obama che ha testimoniato, in un discorso coinvolgente, la sua volontà e i principi informativi della futura linea di condotta.

Un discorso ricco di buoni proponimenti e voti augurali perché si compia il miracolo della rinascita.
La giornata storica è trascorsa sotto gli occhi di tutti, ha risvegliato entusiasmi sopiti, ha fatto scoprire un’anima giovane che vuole condividere con il mondo intero non solo il benessere, ma anche e soprattutto la pace.

Archiviato il periodo del decisionismo, a volte forzato e solitario di George Bush, il presidente uscente, L’America guarda al futuro cercando di esorcizzare la paura che incombe, sperando nel miracolo che Obama dichiara di volere compiere

foto da: www.icn-news.com

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Un Commento to “La storia in diretta: un nero alla Casa Bianca”

  1. America una grande democrazia, capace di cambiamenti.
    durante le varie primarie c’era una indecisione se cambiare con una donna a presidente o con un uomo nuovo, coinvolgente che sapesse tirare l’America fuori dai guai.
    Il popolo ha scelto la seconda opzione, ma Obama cosciente del fardello che andava ad abbracciare ha chiesto aiuto a tutti non lasciando delusi chi voleva una donna al posto di comando perchè l’ha inserita nel posto più delicato che è quello della pace nel mondo. Auguri Obama che gli americani ti siano vicini e insieme superare gli ostacoli come hanno fatto i tuoi predecessori sulla cui bibbia hai giurato

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