Non si placano gli animi di destra e di sinistra sul caso Verdini

Da Italo Bocchino, vicepresidente vicario del Pdl alla Camera, a Pier Luigi Bersani, premier del Pd, da Sergio Bondi, coordinatore del Pdl alla Santanchè, sottosegretaria al programma di Governo, solo per citarne alcuni, le parole scorrono a fiumi sul presunto cinvolgimento di Loris Verdini nell’inchieta sul cosiddetto caso P3 e sull’ eolico in Sardegna.
Ma mentre Bersani e Bocchino chiedono le dimissioni di Verdini, Bondi lo difende a spada tratta dandogli piena fiducia e valutando le accuse come un ” teorema assurdo” sul quale si stanno emettendo sentenze ancora prima di conoscere i fatti, il termine dell’inchiesta e le sentenze dei tribunali. Pari fiducia da parte della Santanchè che ha usato una frase colorita per definire il comportamento di Verdini nella conferenza stampa che ha avuto luogo oggi. “Un leone, è stato bravissimo”.. “Verdini ha le palle vere”.
Verdini, da parte sua, ha esordito dicendo:«Non ho mai saputo nulla nè conosco le attività e le finalità, nè sono mai stato contattato da qualcuno». E sulle sue dimissioni da più parti richieste ha aggiunto: «Non vedo nessuna argomentazione che possa indurre a dimettermi. Lo ripeto con orgoglio sulla P3 non ho idea di che cosa si tratti e non ne ho mai sentito parlare. Non capisco perchè dovrei dimettermi da coordinatore del Pdl, so che se ne discute, è legittimo. Io sto facendo questa conferenza stampa per staccare il partito da queste cose».
- 28 luglio 2010
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