di tutto un pò...

Passa il provvedimento che regolamenta le “ronde” tra molti distinguo. In Svezia una collaborazione simile è operativa da parecchi anni.

Pubblicato da Domenica

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Il Governo ha approvato il provvedimento che regolamenta le cosiddette “ronde soft” ma le polemiche non accennano a diminuire. Tanti i distinguo della sinistra, del Quirinale, del Vaticano, del Presidente della Camera.

Si parla di “Abdicazione dello Stato di diritto” si ammonisce perché si mantenga” la lucidità e la serenità per respingere l’odiosa associazione mentale tra criminalità e immigrazione”, si giudica negativamente il ricorso ai decreti legge per l’urgenza spesso non condivisa.

Il presidente del Consiglio, Berlusconi, ci tiene a precisare che in giro non ci saranno “commandos”, ma cittadini, ex agenti che vogliono collaborare per denunciare situazioni anomale, per prevenire il danno specificando che “rispetto agli anni 2006 e 2007, nel 2008 c’è stato un calo intorno al 10% degli episodi di violenza, anche nella città di Roma, perché c’è stato un pattugliamento più diffuso delle zone pericolose”

Come è noto il Presidente Giorgio Napolitano non gradisce l’eccesso dei decreti, ma il ministro Maroni, seguendo una prassi consolidata, pare abbia concordato il testo con lui per verificare la coerenza e la correttezza del provvedimento, fatta salva, comunque, “l’autonoma ed esclusiva responsabilità del governo per le scelte di indirizzo e di contenuto del provvedimento”.

Alla voce della Finocchiaro, la quale afferma che appare grave “ cercare coperture istituzionali per discutibili scelte politiche”, si uniscono Fassino, per il quale : «Maroni cerca un avallo del presidente della Repubblica che non c’è», e monsignor Agostino Marchetto che giudica che “Quella dei volontari non è la strada da percorrere”.

In tanto frastuono ci si chiede se le cosiddette “ronde”, che riportano alla memoria una sorta di commandos punitivi, le avessero chiamate “gruppi di collaboratori per la sicurezza” o in altro modo, si sarebbero alzati ugualmente tanti scudi e critiche, considerato che ciò non è avvenuto in Svezia, e in tanti altri paesi, dove gruppi di genitori, ormai da anni, si uniscono in modo organizzato e girano per tutelare la sicurezza dei figli, collaborando in modo intelligente e proficuo con le forze dell’ordine.

foto da:www.politics.co.uk

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