Semenya: “Possibile una patologia che la fa più uomo che donna”

Lo dice un endocrinologo riferendosi alla campionessa di atletica Semenya che il Sudafrica si appresta a festeggiare dopo il trionfo, anche se le polemiche sul suo sesso non accennano a quietarsi e il Daily Telegraph informa che l’atleta ha il progesterone tre volte superiore alla media femminile.
Il ministro degli interni, Nkosazana-dlamini, in un comunito fa sapere che l’Africa è solidale con la campionessa che appare discriminata perché africana. A conferma delle sue parole, Semenya e le altre due atlete medaglie d’oro, Mbulaeni Mulaudzi e Kgotso Mokoena, saranno ricevute dal presidente Zuma nel palazzo di Pretoria.
In Inghilterra, però, i sospetti non finiscono e le indiscrezioni avvelenano la vittoria conseguita da Semenya ai mondiali di Berlino. Secondo l’endocrinologo Carlo Foresta, dell’università di Padova, “se escludiamo l’ipotesi di doping vi sono varie opzioni, nella pratica clinica, che potrebbero far schizzare i livelli di testosterone in una donna”.
Esiste anche la possibilità che l’atleta sia fenotipicamente donna, ma con cromosomi maschili. Si tratterebbe, secondo l’ endocrinologo, della sindrome di Morris, una patologia che determina un individuo che cromosomicamente è un uomo, ma ha organi sessuali femminili.
foto da:cdt.ch
- 24 agosto 2009
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