Su Antonello Caporale e le cloache
Affermare pubblicamente, durante una trasmissione televisiva che si offre ad un pubblico molto vasto, che Messina e Reggio di Calabria sono cloache, così come ha fatto il giornalista Antonello Caporale del quotidiano” Repubblica” è stato un atto offensivo che ha provocato profondo smarrimento in chi è avvezzo al rispetto dovuto a ciascun essere umano, in chi ama la propria città, nonostante sia consapevole dei gravi problemi che la prostrano.

Definire cloaca una città significa gettare fango su tutti i suoi abitanti, sulla gente che vive e culla sentimenti che nulla hanno da invidiare a chi si fa vanto di civiltà e cultura, significa gettare fango sui giovani che vogliono aprirsi a nuovi orizzonti. E per loro si esprime il dispiacere, se non la rabbia, più grande.
Definire cloaca una città non aumenta il prestigio di un giornalista che dovrebbe usare termini più adeguati per denunciare una situazione di precarietà o emergenza senza mortificare gli onesti.
Il dottore Antonello Caporale che ha amici nella città dello stretto dovrebbe ben conoscere di che pasta sono fatti i messinesi.
Non i presunti massoni o i politici corrotti, verso i quali si nutre lo stesso sdegno, ma quelli che ogni giorno si adoperano per porgere il loro contributo alla società, che si impegnano nel lavoro e sperano in un futuro migliore.
Quelli, la stragrande maggioranza, che vogliono costruire il domani e, piuttosto delle denunce gridate per dare forza al proprio dissenso per la costruzione di un ponte, si aspettano una collaborazione fattiva e duratura per estirpare la gramigna che impedisce all’erba buona di crescere.
Foto di proprietà di: ildireeilfare.it
- 17 aprile 2009
Su Antonello Caporale e le cloache…
Affermare pubblicamente, in seno ad una trasmissione televisiva che si offre ad un pubblico molto vasto, che Messina e Reggio di Calabria sono cloache, così come ha fatto il giornalista del quotidiano” Repubblica” in seno alla trasmissione Exit, andata…
eh però… Che finezza!
SONO MESSINESE E POSSO DIRE SENZA VERGOGNA CHE LA MIA CITTA’ è REALMENTE UNA CLOACA, E’ UNA CITTA’ MORTA DOVE POTERE E SOLDI SONO NELLE MANI DI POCHI COGNOMI IMPORTANTI, IL RESTO E’ NULLA.
NON PARLATE DELLA BELLEZZA TERRITORIALE, PERCHE’ E’ UNA COSA PENOSA, QUELLA E’ STATA GRATUITA, DIREI GRAZIE ALLA NATURA E FAVVAN.ULO AI MESSINESI
Si dà il caso che anche io sono della zona… ma non la penso come te. Capisco il tuo sdegno che è anche il mio per i gravi problemi che gravano sulla città ma il termine cloaca è troppo forte e offensivo e non possiamo accettare passivamente che un giornalista si prenda il diritto di offendere una comunità di persone, te compreso, affossando tutti, appunto, in una cloaca.
Io sono stata male pensando all’ immagine che di Messina è veicolata in questi giorni in tutta l’Italia. Non voglio scadere nel patetico ma denigrare non serve a nulla, serve piuttosto dare il proprio contributo perchè si possa voltare pagina.
Questo modo di esprimersi non appartiene a persone che hanno sensibilità e rispetto per l’altro. Antonello Caporale poteva chiarire il proprio pensiero e denunciare le cose negative, di cui si presume sia a conoscenza per il suo operare, ma doveva usare termini non riferibili a tutta la città. Questo lui lo ha capito ed ha chiesto pure scusa…cosa che molti non sono capaci di fare…già è qualcosa. Oggi ho letto sul suo blog che verrà a Messina per spiegarsi ulteriormente…io non diserterò l’incontro…
il tiro al bersaglio non è mai stato uno sport popolare… ma da un pò lo praticano in tanti…
Non ho parole e c’è solo una parola da dire a questo pseudo-giornalista: EXIT!
Antonello Caporale l’ho scoperto esattamente durante la trasmissione che citi e sono rimasta impressionata negativamente per come si è espresso, però mi è stato detto, a onor del vero, che è un bravo giornalista e anche scrittore…mi dispiace che si sia lasciato andare ad una espressione così offensiva verso i messinesi…
La frase era contro la classe politica, come lui stesso ha spiegato nel suo blog, e non contro i messinesi.
Si è anche giustificato che magari ha usato toni un pò forti.
http://antonello-caporale.bcdeditore.it/2009/04/le-mie-parole-su-messina-e-reggio-calabria/
Perchè, invece non ci indigniamo su tutto ciò che il malgoverno ha generato e continua a generare, perchè subiamo?Chi non è d’accordo porti testimonianze del contrario, per cortesia.
La classe politica, invece di presentare querale contro di lui, che risollevi le sorti di Messina, che pensi ai seri e reali problemi della città. Dimostri pure, se lo crede, che Messina è ben altro con i fatti e non indignandosi per un opinione che fra l’altro riflette la realtà. O sbaglio?
Volevo comunicare che il prossimo 27 aprile il giornalista verrà a Messina per un incontro che si terrà presso la libreria Mondadori (ore 18:00), mentre il giorno dopo, 28 aprile, si recherà presso il Centro Servizi Guernica, in via Castellammare n.6 alle ore 10 :00 dove si terrà un incontro/dibattito dal titolo: “Donne Uomini e Caporale: Messina, da Nobile Siciliae Caput a cloaca”, organizzato dal Comitato “Giovani e Messina”.
E’ un’occasione per dire la nostra ed eventualmente replicare alle critiche.
Grazie Elda per l’informazione…io spero di esserci, comunque ormai il danno è fatto…qualunque chiarimento o replica alle accuse non credo possa produrre sostanziali novità.
Io sono fra quelli che non hanno motivo di essere contenti per come si vive a Messina , nè per come viene amministrata o lo è stata in passato anche dalla sinistra, ma Caporale col suo giudizio lapidario mi ha dato un grosso dispiacere… comunque, non lo avrei denunciato, proprio per dargli il segno di chi sono i messinesi nella stragrande maggioranza…
[...] da Nica Il giornalista Antonello Caporale sarà a Messina per ricucire uno strappo consumato in diretta televisiva durante la trasmissione [...]
“L’Arcivescovo Mons. La Piana ha detto che la città vive sotto una cappa massonica e la politica obbedisce a progetti di classe”.Ci vogliamo scandalizzare per delle frasi dette da un giornalista che non ha “peli sulla lingua” oppure cercare di combattere il male che ci viene descritto????
Il giornalista che non ha “peli sulla lingua” ha capito di avere sbagliato ed ha chiesto più volte scusa…che dire di più la cosa si commenta da sola…
L’arcivescovo ha fatto una disamina onesta e pacata di una situazione che mostra di conoscere…aveva il dovere di farlo…non ha fatto come Caporale che per esprimere il suo dissenso sul ponte ha offeso due città…
Non mi scandalizzo, sono semplicemente nauseata dal potere corrotto a da quanti parlano senza riflettere..
Combattere contro il male è un obbligo di tutti i cittadini, (a chi non ribolle il sangue quando si scoprono certe nefandezze? chi non vorrebbe una città amministrata in modo esemplare e onesto?) ) ma ricevere manciate di fango è ben altra cosa …peccato che certe differenze non si riesca a coglierle…
Comunque, io ho ascoltato presso la libreria Mondadori il giornalista Antonello Caporale, che non conoscevo e che ritrovo molto spesso ad “Omnibus” su la 7, e ritengo, dopo le sue reiterate scuse, ormai superato l’incidente. Avrei molto da dire su alcuni interventi che hanno fatto gli ospiti presso quella sede…ma sarebbe un discorso troppo lungo…
Sono siciliana, e anziana, son vissuta molto tempo fa a Messina, ero molto giovane la città mi appariva carina: ci si poteva fare il bagno in città come avviene in molte fortunate città del mondo! Poi la spiaggia fu inghiottita dall’attracco di traghetti privati. E fu l’epoca in cui ho avuto la fortuna di andar via, perchè da allora è andata sempre peggio. Scrivo perchè solo oggi ho saputo dell’incredibile richiesta di danni ad Antonello Caporale , tutti insieme, maggioranza e opposizione: che folla di codardi! Ammiro moltissimo quelli che come Caporale dicono le cose che si devono dire: la gente
che si sente offesa sbaglia, perchè non scende mai in piazza, perchè non esce mai dal piccolo io, perchè NON PRENDE INIZIATIVE CONTRO. LI COMPRENDERO QUANDO SI IMPEGNERANNO SU UN PROGETTO DI MOBILITA’ INDISPENSABILE OGGI E necessaria A RICEVERE IL FLUSSO PROVENIENTE DAL PROBABILE FUTURO PONTE: che se si farà o no nulla toglierà al BISOGNO nell’IMMEDIATO di un sistema di trasporti adeguato alle esigenze di residenti e turisti.!! C’era una stazioncina appena decorosa a Milazzo: da un paio d’anni e mi dispiace dirlo, insieme all’arrivo del nuovo sindaco di F.I., è diventata, appunto ,una CLOACA: chiuso un accogliente bar-edicola, sostituito da una bidonville
collocata sul piazzale antistante: location privilegiata per una roulotte per bibite e panini, e dalla roulotte che ospita i gestori, che circondano la loro abitazione di bidoni e quant’altro; sono state inoltre COSTRUITE le BARRIERE architettoniche, il display non funziona, tu non sai da quale binario partirà il treno! gli addetti alla mobilià sono spariti, l’ufficio turismo chiuso. io non ho parole,
sfido 1 siciliano ad appoggiare queste scelte, considerando che la zona è /sarebbe ampiamente turistica, e per madre natura dotata di immense bellezze……
!!! a NICA rimando le sue parole dell’8 maggio:……”ma ricevere manciate di fango”……. Altro che manciate!……sono certa che oggi preferisce le “manciate” all’attuale mare di fango….
Secondo me la forma un po’ forte del giornalista in
questione è come un grido strozzato da parte di chi per passione, sapendo le cose, vorrebbe svegliare
tanta gente addormentata , resa svogliata , falsamente
equilibrata per lunga disinformazione. Socrate diceva:”ma guardate che non potete sostenere la guerra …: c’è la peste .. “(alias, c’è il fango)…Risposta: …”a morte Socrate nemico della Grecia”. Del resto tutti gli storici ed i sociologi concordano nel considerare l’ignoranza ,vale a dire gli occhi chiusi sulla conoscenza , per volontà o per sfortuna, L’UNICA CAUSA DI GUERRE, PESTILENZE, MALESSERE..
Sono d’accordo con lei su molte tematiche evidenziate, credo che nessun messinese sia contento per le dismissioni che stanno affossando Messina, per il degrado che è sotto gli occhi di tutti, ma Antonello Caporale poteva evidenziare la situazione senza offendere tutta una comunità di persone oneste. Un giovane che da Messina si reca nelle altre città in cerca di lavoro, non deve portarsi dietro un biglietto da visita che identifica la sua città di provenienza come una cloaca. Possibile che non ci si renda conto del danno subito?
Lei sa se la gente non scende in piazza? se non fa sentire la sua voce? se non si adopera perchè qualcosa cambi? Lo fa, gentile lettrice, nei modi consoni ad una società che vuole riconoscersi civile, utilizzando sopra ogni cosa, lo strumento del voto, a tempo debito.
X Lina Ficarra
Rispondo, ringraziandola dell’attenzione, al suo commento facendo espresso riferimento alle sue note
-“un grido strozzato da parte di chi per passione, sapendo le cose, vorrebbe svegliare
tanta gente addormentata , resa svogliata , falsamente
equilibrata per lunga disinformazione”
Le sue parole, gentile lettrice, danno esattamente la misura del suo modo di giudicare i suoi concittadini…tutti addormentati, svogliati, falsamente equilibrati, disinformati in attesa di un “messia”, un giornalista che “sapendo le cose”, a suo dire, si assume il compito di aprire loro gli occhi. Mi viene da chiederle: le informazioni giuste lei le riceve solo a mezzo del giornalista Caporale?
Io la farei più breve sull’argomento, riconoscendo che Antonello Caporale è un bravo giornalista, come tanti, ma in quella sede, e in quel contesto, allora si è lasciato andare, forse senza volerlo. Nessuno gli ha contestato la libertà di espressione e la passione , ma i modi inadeguati usati attraverso un mezzo pubblico. Se lei avesse letto attentamente gli articoli e le risposte già fornite, forse , si sarebbe risparmiata questa difesa.
-“Socrate diceva:”ma guardate che non potete sostenere la guerra …: c’è la peste .. “(alias, c’è il fango)…Risposta: …”a morte Socrate nemico della Grecia”. Del resto tutti gli storici ed i sociologi concordano nel considerare l’ignoranza ,vale a dire gli occhi chiusi sulla conoscenza , per volontà o per sfortuna, L’UNICA CAUSA DI GUERRE, PESTILENZE, MALESSERE.”
“Socrate diceva”…dimenticando che molte cause di guerra derivano anche dall’ignoranza di chi non sa essere super partes, o non sa dare la giusta interpretazione alle parole chiuso in un guscio di autostima e disprezzo dell’altrui opinione.
Chiudo informandola che, sebbene le manciate siano di origine completamente diversa (strano lei parli del fango che ha determinato una tragedia per difendere Caporale), col fango la sottoscritta non vuole averci nulla da spartire. Mi ha offeso quello di ieri, (anche se verso il giornalista di Repubblica non nutro più risentimento perché è stato capace di riconoscere il suo errore, cosa molto significativa ), mi addolora quello di oggi e mi auguro che qualcuno paghi per le vittime. A differenza di molti, che si ergono paladini per fare bella mostra di sé o per scopi politici, esprimo il mio sentire con educazione e garbo senza portarmi dietro onerose etichette ma solo un grande amore per la mia città, sempre più martoriata dagli uomini e dalla natura.