“The day after” della politica italiana comincia da Caliendo
Dopo il terremoto provocato per l’approvazione di un documento molto critico nei confronti di Gianfranco Fini, Presidente della Camera, da parte dell’Ufficio di presidenza del Pdl, lo scenario della politica italiana si fa sempre più caotico e incerto.
Tra pochi giorni il banco di prova per il Governo sul voto di sfiducia nei confronti del sottosegretario Giacomo Caliendo. Da più parti giungono notizie sulla mancanza di rischio per la compagine governativa, ma niente può essere escluso considerato che non si hanno chiare notizie sul comportamento di Gianfranco Fini e dei finiani.
Il clima che si respira non è di fiduciosa attesa e operatività. I panorami offerti, tanto dalla maggioranza che dall’opposizione, mostrano acque agitate, incertezze sulle scelte da operare, mugugni e risentimenti che aggravano il già precario equilibrio di una nazione vessata da una sorta di sfiducia nelle istiruzioni, già datata, e dalla crisi economica.
Cosa riserverà il mese di settembre, o forse quello di agosto, se lo chiedono in molti. Ma non è dato saperlo. I meccanismi della politica spesso sono incomprensili alla gente comune.
Mentre il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, infatti, si dice sereno di scongiurare la crisi di Governo e certo di potere realizzare le agognate riforme, c’è chi la pensa in modo diametralmebnte opposto e reclama elezioni anticipate. Ma c’è anche chi si dice affatto disponibile a operazioni balneari, chi chiede un Governo forte che non tiri a campare, chi legge come irreversibile la crisi del bipolarismo e chi, dulcis in fundo, già scende in campo per candidarsi alle prossime politiche.
Il tormentone dell’estate, come si può constatare, quest’anno non è una canzone ma la politica condita in tutte le salse.
- 2 agosto 2010
Lascia un Commento