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VIRUS HIV: mutazioni nel tempo

Pubblicato da Domenica

Se ne è parlato tanto, ma da un po’ se ne discute in sordina, come se il virus avesse perso la sua infettività, la sua capacità di mietere sempre più vittime. In poco più di 14 anni, gli ammalati sono stati quasi 58000 e più della metà di questi sono deceduti. L’infezione da HIV, pur conoscendo fasi alterne, non concede tregua. Essa ha visto un picco nell’anno 1987 e da allora la diffusione è apparsa costante nella maggior parte delle regioni, tranne in alcune aree dove ha avuto una maggiore virulenza.
Anche se è aumentata la conoscenza dei metodi di protezione e cura dell’infezione, si sono notate alcune variazioni dell’epidemia che colpisce in numero sempre maggiore le donne e le persone di età più adulta. Sono cambiate, negli anni, anche le categorie dei trasmettitori che prima ( anni 1985 e seguenti ) erano quasi esclusivamente i tossicodipendenti (per il 74,5 per cento dei casi) per rapporti omosessuali ed eterosessuali non protetti e scambio di siringhe infette. Oggi la trasmissione del virus avviene, nella maggior parte dei casi, attraverso i rapporti eterosessuali. Il fenomeno sta assumendo dimensioni allarmanti a livello nazionale dove si verificano 4000 casi nuovi ogni anno di Aids conclamato e circa 130.000 casi di persone sieropositive. Secondo la ricerca una persona ogni due ore viene infettata e una su due non sa di essere sieropositiva. Anche la presenza di molti cittadini stranieri incide sull’indice in aumento di nuovi casi di infezione.
Purtroppo l’HIV rappresenta ancora un malattia pericolosa, anche se la ricerca ha fatto grandi progressi. Le cure complesse e lunghe riescono ad offrire un percorso di vita più dignitoso, ma non danno la guarigione.
Le armi più importante , quindi, rimangono la prevenzione e la prudenza.
Nica

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