Continuano le critiche a Monti dopo l’intervista rilasciata al Wall Street Journal. Casini ne prende le difese.

Si infiamma l’atmosfera politica per le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio Mario Monti al Wall Street Journal in merito allo  spread che,  se in Italia ci fosse stato ancora Berlusconi, sarebbe salito a 1200 o giù di lì. L’ira dei fedelissimi   si è palesata con parole dure che non lasciano adito a fraintendimenti. Nonostante la telefonata di scuse di Monti all’ex premier, alcuni esponenti del Pdl, un esempio per tutti Daniela Santanchè, non esitano a dichiarare che questo governo  non ha risolto i problemi del paese e che, per questo, è  giunta l’ora di licenziarlo. I dati di ieri sul Pil, ancora giù, a 2,5 annuo, e mai così male dal 2009, il crollo del settore auto,  le stime di oggi della Fornero su un autunno difficile per le industrie, non danno certamente fiducia agli italiani  e al mercato che, nonostante tutto,  sta tentando di non cedere agli speculatori. In un clima politico e sociale segnato da incertezze,  polemiche e aspre critiche sull’operato del Governo si distingue la voce di Pier Ferdinando Casini che continua a sostenere Monti condividendo sia l’operatività che le  dichiarazioni, talvolta incaute.

 

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